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Presentazione del libro sulla Storia dell'Istituto Tecnico "Rapisardi" |
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A cura del prof. Raimondo Giunta
Con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione
Con la collaborazione dei proff. Michele Calà e Donatella Giunta e delle signore Rosetta Ciulla e Santina Palmeri della Segreteria
Dicembre 2006
Presentazione
Del "Rapisardi", per ora, si può soltanto disegnare uno schizzo storico per grandi linee. Occorrerebbe fare ancora delle ricerche negli archivi del Ministero della P.I. e del Ministero degli Interni per venire a capo di alcuni problemi di conoscenza e di interpretazione di taluni momenti della vita dell'Istituto, perché sono spariti fonti documentarie di innegabile valore come i registri dei verbali della Giunta di Vigilanza e i registri dei verbali del Collegio dei Docenti dei periodi 1919-21 e 1939-45.
Il Preside Cesareo in una comunicazione al Provveditore agli Studi (4/3/1946) parla di saccheggio dell'archivio e di smarrimento di molti documenti in seguito ai bombardamenti del '43, che danneggiarono l'Istituto.
La storia di una scuola è storia piccola, ma non insignificante, perché apre alla comprensione di processi storici più grandi e ci immette anche nelle dinamiche e nelle relazioni della società locale a cui appartiene.
Attraverso la storia di un istituto scolastico si può leggere la storia delle istituzioni, la storia del costume, la storia politica, la storia della cultura e la storia economica di un territorio.
Gli istituti tecnici fino al 1923 sono stati un servizio sociale delle comunità locali, più che un apparato dell'organizzazione statale, che poteva essere erogato solo se lo volevano e se lo finanziavano gli Enti Locali di una Provincia.
La loro nascita e il loro sviluppo documentano l'esistenza di una classe dirigente consapevole delle proprie responsabilità pubbliche e sensibile ai temi dello sviluppo economico e sociale.
Documentano a volte l'esistenza di un'opinione pubblica, animata da vivaci movimenti politici, interessata all'espansione della democrazia e al rinnovamento complessivo della società.
Con la ricostruzione della storia del "Rapisardi" si vuole evitare che vada smarrita la memoria della sua specifica e significativa presenza culturale e professionale nel territorio e si spera che possa svilupparsi un forte sentimento di appartenenza in quanti svolgono, oggi, un ruolo dentro l'Istituto.
Con questo lavoro, inoltre, si vuole rendere omaggio alla memoria delle persone che con grande impegno e varietà di contributi ci hanno dato in consegna un'istituzione da vivere, un'opera sociale da utilizzare.
Le scuole che popolano la nostra vita quotidiana non sono fatti naturali, dati ovvi dell'organizzazione sociale; le scuole sono una conquista di civiltà, il dono più importante che gli adulti possano fare ai giovani.
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